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Ormai da tempo aveva deciso che si trovava nel passaggio tra l'infanzia e la vecchiaia di un destino personale e intrasferibile, di una vita che nessuno avrebbe vissuto al posto suo, né più, né meno, né meglio, né peggio. Gli altri potevano andarsene affanculo.
26 ago 2013

Gli occhi sbagliano orizzonte,
incrociano il presente coi ricordi
di una vita spesa
a riempire bicchieri e quaderni
altrove da questo mausoleo
in cui hanno sepolto la mia voce.
E tu che cazzo guardi?
I kilometri che ho fatto per amarti
i miei calcagni non se li scordano
e nemmeno i cuori infranti di chi
sempre a calarsi nelle tue mutande
a volermi bene ne pagava gli interessi.
Ma chi ha perso tutto è questa stronza
Sbronza di rimpianti
inutili e sciocchi come sostare al mondo.

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